Il ricordo

Non era ancora l’alba, eppure aveva già sofferto tanto.
Un ultimo sguardo, un sorriso dal gusto amaro come il fiele.
Nella più profonda solitudine, il suo essere era destinato a cercare quel conforto che non avrebbe mai raggiunto. Era una nuova alba del color del sangue.
Una, cento, mille, forse un milione di vite non gli avrebbero più ridato quel dono così prezioso.
Era una nuova alba, quando l’ultimo degli uomini perse la sua libertà.

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Massimiliano Cerrone

The bottle

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The bottle

“A message in a bottle that challenge the waves
for reach distant shores.
A scream pierces the dark night hoping to land a friendly ear.
A drop of rain to quench the thirst of the distance.
A smile to forget the suffering.
A look to get lost in deep feelings and hope that everything passes,
hope in the bottle, maybe will land.”

Massimiliano Cerrone

NORMALDEIDE?

Perchè Normaldeide?

Normaldeide se cercate nel dizionario, scoprirete che in realtà non esiste!

Normaldeide è una parola, personalmente coniata, come titolo appunto, per un mio romanzo. Data la natura degli argomenti trattati, mi sembrava corretto, utilizzare come titolo, qualcosa di originale.

Come molti sapranno, quasi tutte se non tutte, le parole che terminano per ‘eide’, sono di per se legate a prodotti artificiali, ovvero prodotti dall’essere umano. La magia della chimica! Grande arte. Ma torniamo a noi…

‘eide’ = prodotto artificiale

Poiché, la nostra società ormai, attraverso un meticoloso lavaggio del cervello, a cui è stata sottoposta progressivamente (suo malgrado), nel corso di sessant’anni ormai, da una serie di classi politiche, associazioni industriali, bancarie ed intrallazzi tra nazioni che ormai, si susseguono a non finire, sono riuscite a trasformare una falsa realtà in reale. Sono riusciti a trasformare la menzogna in verità e l’assurdo in plausibile e concreto. Premiamo i cattivi e puniamo i buoni. E questi sono solo alcune delle cose che finalmente abbiamo raggiunto! Perché alla fine, non ci dimentichiamo che NOI, siamo quelli evoluti!

Quindi, vista la realtà, detronizzata e violentata, sbattuta come una pezza vecchia, in un angolo di una buia cantina, mi sembrava opportuno, coniare un nuovo termine, che racchiudesse tutto questo assurdo mondo.

Così, Normale è diventato, Normal(deide). Ovvero una realtà artificiale!

Signori…

Buona lettura, buona permanenza e soprattutto non dimenticate….

Se mi odiate non serve dirmelo, perché mi fareste solo un piacere!

Grazie!

M.C.

Felicità

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A differenza di molti, mi sono sempre chiesto, non cosa renda l’essere umano superiore al regno animale, ma cosa renda il regno animale nettamente superiore all’essere umano.

Anche se la cosa potrà sembrarvi strana, dopo anni e anni di ricerca, ho scoperto che la cosa che fondamentalmente rende gli animali superiori agli essere umani è la dignità nel dare alle cose il giusto ordine.

Cosa significa questo?

Che a differenza degli animali, l’essere umano antepone, nella maggior parte dei casi chiaramente, il singolo fabbisogno personale a quello della collettività.

L’essere umano “moderno o evoluto”, almeno questa è la considerazione che ha di se, non ha una propria dignità nel voler esigere che alcuni valori fondamentali della vita, vengano rispettati, ma lascia in modo vergognoso che questi ultimi vengano usurpati da pochi, a danno dei molti, finché, le cose effimere, materiali, prive di un vero valore a cui è stato abituato a legarsi da un sistema fondamentalmente marcio, non vengano a terminare.

E’ certamente intelligente. E’ certamente creativo se vogliamo. Peccato che nel corso di questi ultimi cento anni, se ha percorso metaforicamente parlando, cento chilometri lungo la via del progresso tecnologico ne ha oltremodo percorsi altrettanti ma a ritroso, per quanto riguarda lo sviluppo sociale.

Siamo riusciti in cento anni di progresso a pagare un anello anche venti milioni di euro, un appartamento anche quaranta milioni di euro, ma non siamo riusciti, vista tutta questa ricchezza a risolvere problemi, non come il lavoro o la casa che sono il minimo, ma problemi come giustizia e uguaglianza.

Non abbiamo abolito la schiavitù, ne abbiamo solo cambiato le catene, e questa è una certezza.

Non abbiamo smesso di fare le guerre, anzi ci siamo specializzati come farle meglio. E quando non riusciamo a farle, troviamo a tutti i costi, i pretesti giusti per farle. Stiamo affogando in un sistema cosi marcio e nauseabondo che ormai la maggior parte sembra che neanche riesca più a pensare. Sembrano gli spettatori di una commedia recitata da altri, ma che alla fine non interessa a nessuno. Come dire…”Scoppia la terra? … Che mi frega io vivo su un altro pianeta!!!” … Uguale!!!

La maggior parte delle persone è così contenta di crogiolarsi su quelle cose materiali ed effimere che possiede, da non sapere, che gli sono state date proprio per “tenerle calme”, insomma “tanto per rinforzare le famose catene invisibili”!!!!! … Vi danno i telefonini a vagonate non per farvi fare i fighi, anche se voi lo credete, ma per rubarvi i soldi con contratti fasulli e servizi indecenti!!! e quelle poche cose che funzionano sono demenziali, mediocri e totalmente unitili.

Quando l’essere umano deciderà di fare finalmente questo passo evolutivo?

Quando l’essere umano capirà che le cose non giuste e per giusto intendo “Giusto Divino e non giusto personale” debbano essere cambiate?

E quando capirà, che se il cambiamento non avviene per corruzione dei pochi, il cambiamento va imposto?

Vi usano come mucche da latte!!!!

Massimiliano Cerrone

“Il Viaggio”

“Ho cercato di spingermi oltre l’umana immaginazione, cercando con la mente quello che gli occhi non potranno mai vedere. Mondi indefiniti, immagini sfocate di un qualcosa che forse non avrà mai una forma concreta. Ho cercato di spingermi là dove la razionalità lascia il posto alla fede, cercando qualcosa di tangibile, qualcosa mi spinga a continuare a sperare in un cambiamento. Mi sono spinto là dove ogni cosa ha un solo senso. Poi, come se la terra non avesse più consistenza sono stato costretto a spingermi altrove, poiché tutto quello che conoscevo non esisteva più.”

Frammenti, piccole storie, dove la fantasia è una metafora, dove le situazioni non hanno schemi ma solo spunti. Frammenti di uno specchio che riflettono solo una, di infinite realtà. Poter osservare la nostra e trasportarla in un mondo irreale che ha volutamente una visione del futuro comune. Un corto, un frammento, uno spaccato, una foto di un qualcosa che non esiste, ma che probabilmente esisterà.

Buona Lettura.

Il Nuovo Mondo

Le Nano Macchine

Tramonto

Massimiliano Cerrone

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